Se ti stai avvicinando all’età della pensione, un controllo attento dell’estratto conto INPS è indispensabile. Spesso, infatti, ci sono periodi contributivi mancanti, in particolare i contributi militari che, se non riconosciuti, possono ridurre l’importo finale della pensione.
Come leggere l’estratto conto INPS e riconoscere i contributi mancanti
L’estratto conto contributivo disponibile nel portale INPS riporta tutti i periodi di lavoro e i versamenti effettuati. Non basta solo scaricarlo: devi verificare che i dati anagrafici siano corretti e che ogni intervallo di tempo relativo all’attività lavorativa sia completo. Spesso, un errore nel nome o nella data di nascita può far sì che i tuoi contributi militari restino invisibili.
Molti italiani scoprono troppo tardi che periodi di servizio militare o di apprendistato non sono stati registrati. Questi mancano perché, in passato, il sistema di raccolta dei dati non era digitalizzato come oggi, e spesso dipendenti o datori di lavoro dimenticavano o comunicavano male i contributi.
Se manca un periodo militare, cosa fare subito
Non è il caso di perdere tempo: se individui mancanze nel tuo estratto conto, puoi chiedere la ricostruzione della posizione assicurativa all’INPS. Basta allegare documenti che attestino il servizio militare, come certificati di leva o buste paga del periodo interessato.
Attenzione però, se i contributi non risultano versati, non aspettarti un accredito gratuito: in questo caso potresti dover valutare il riscatto o il versamento volontario dei contributi, un passo che può essere più vantaggioso di quanto pensi, soprattutto se ti avvicini alla pensione.
Quali documenti servono per correggere l’estratto conto pensionistico
Il segreto sta sempre nella documentazione precisa e completa. Per i contributi militari sono utili i certificati di servizio che puoi richiedere agli uffici militari competenti, insieme a buste paga o ricevute di versamento.
Se hai svolto attività lavorativa durante o subito dopo il servizio, come apprendista o dipendente, non dimenticare il libretto di lavoro o le certificazioni di assunzione. Questi documenti aiutano a dimostrare il reale svolgimento del lavoro e a far riconoscere ogni settimana contributiva mancante.
Un piccolo trucco per tener traccia dei contributi
Per evitare sorprese, abitua a controllare il tuo estratto conto annualmente, anche se non pensi ancora alla pensione. Così puoi intervenire subito in caso di anomalie. Ricordati: una verifica regolare libera la mente e fa risparmiare tempo quando arriverà il momento di andare in pensione.
La gestione dei contributi militari in base ai vari periodi storici
Il sistema di accredito contributivo è cambiato molto nel tempo. Fino al 1973, i contributi venivano registrati con le cosiddette marche assicurative apposte sulle tessere assicurative. Se manca un periodo in questi anni, è necessario recuperare quella documentazione cartacea per dimostrare i versamenti.
Dal 1974 al 1997, invece, entrano in gioco sistemi più automatizzati con i modelli 01/M e libretto di lavoro. Dal 1994 al 2004, è molto utile avere il modello CUD, che attesta settimane e retribuzione, mentre dal 2005 in poi la comunicazione è elettronica e più facilmente verificabile.
Cosa fare se i contributi del passato sono inesatti o mancanti
Spesso i dati storici possono essere difficili da recuperare, ma l’INPS permette di inoltrare segnalazioni per rettifiche diverse a seconda che tu sia dipendente pubblico, privato o lavoratore autonomo. La chiave è portare tutte le prove a disposizione, dalle buste paga alle carte d’identità e ai certificati militari.
Saper muoversi in questo labirinto evita brutte sorprese e, come dicevano i nonni, “niente più pensieri, addio preoccupazioni” per la serenità futura.