Aumenti pensioni 2026: tutto sulle nuove fasce di rivalutazione

Aumenti pensioni 2026: ecco cosa cambia e come controllare subito il tuo assegno. Serve chiarezza per arrivare sereni a fine mese.

Rivalutazione pensioni 2026: percentuale e decorrenza

L’INPS ha applicato una rivalutazione provvisoria pari a +1,4% con decorrenza 1° gennaio 2026, come indicato nella Circolare n. 153 del 19 dicembre 2025. Il valore è basato sui dati ISTAT disponibili e potrà essere ricalcolato in seguito con eventuali conguagli.

Questa perequazione si applica in via generale agli assegni previdenziali, ma non a tutte le prestazioni. Ricorda: provvisorio non vuol dire definitivo; tieni il cedolino d’occhio.

Fasce di rivalutazione: come si distribuiscono gli aumenti

La rivalutazione non è uguale per tutti. È modulata a fasce per tutelare meglio i trattamenti più bassi.

Fino a 4 volte il trattamento minimo (fino a 2.413,60 €) spetta il 100% della rivalutazione: quindi +1,4%. Tra 4 e 5 volte il minimo (da 2.413,61 € a 3.017,00 €) si applica il 90% dell’indice, ossia +1,26%. Oltre 5 volte il minimo (> 3.017,00 €) la percentuale è il 75%, quindi +1,05%.

Esempio pratico: una pensione di 1.500 € aumenta di circa +21 € al mese; una da 3.500 € vede un incremento vicino a +36,75 € mensili. Insight: la fascia conta più del singolo numero.

Importi aggiornati e trattamento minimo

Il trattamento minimo è stato aggiornato da 603,40 € a 611,85 € mensili. Per chi percepisce il minimo è prevista anche una maggiorazione supplementare dello +1,3%, che porta la pensione complessiva a circa 619,18 € al mese per chi ha diritto a questa integrazione.

Altri importi 2026 indicati dall’INPS: assegno vitalizio 348,79 €, pensione sociale 450,17 €, assegno sociale 546,24 €. Le pensioni e le indennità assistenziali (ciechi, sordi, accompagnamento) sono state aggiornate con i valori pubblicati nella circolare.

Chi non riceve la rivalutazione e cosa controllare

Non ricevono l’adeguamento: le prestazioni assistenziali specifiche indicate dalla normativa, le pensioni di assicurazioni facoltative, gli assegni per vittime del terrorismo e alcune misure di accompagnamento alla pensione (es. tipologie di APE Sociale). Controlla il tuo cedolino per verificare se la tua prestazione rientra tra queste esclusioni.

1) Verifica subito il cedolino di gennaio: cerca la voce perequazione e confronta l’importo con il 2025. 2) Se hai più quote (cumulo o totalizzazione), l’adeguamento è ripartito in base al peso di ogni quota: controlla i dettagli nel cedolino. 3) Segna nella tua agenda il possibile conguaglio nel 2027: potrebbe cambiare qualcosa.

Guida pratica: passo dopo passo per verificare l’aumento

1) Apri il cedolino di gennaio 2026 dall’area personale INPS o dalla posta se lo ricevi cartaceo. Confronta l’importo lordo rispetto a dicembre 2025. È questo il punto di partenza.

2) Calcola tu la percentuale: se l’assegno è fino a 2.413,60 €, applica +1,4%; tra 2.413,61 € e 3.017,00 € applica +1,26%; sopra 3.017,00 € applica +1,05%. Esempio pratico: se il lordo era 2.400 €, l’aumento è circa +31,50 €.

3) Se trovi discrepanze, prenota subito un appuntamento o apri un reclamo online: meglio muoversi con documenti alla mano. 4) Controlla eventuali benefici collegati al trattamento minimo: l’aumento può modificare soglie di accesso per altre prestazioni.

Consiglio pratico e trucco finale

Un piccolo trucco: conserva i cedolini e fai uno screenshot del primo aumento. Serve da prova se dovessero esserci conguagli. Ecco, basta un gesto semplice per evitare perdite di tempo.

Storia veloce: il signor Mario, ex meccanico, teneva un vecchio libretto postale in un cassetto. Un controllo rapido gli ha permesso di incrociare consistenze e trovare una differenza che l’INPS ha poi sistemato. Insight: la pazienza e la verifica vincono sempre.

Riferimenti normativi principali: Decreto 19 novembre 2025 (G.U. n. 277/2025) e Circolare n. 153 del 19-12-2025. Guardali per i dettagli e per la tabella completa degli importi.

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