Esenzione Bollo: le auto ibride non pagano per 5 anni in alcune regioni

Le auto ibride possono far risparmiare sul bollo, ma non sempre e non ovunque. Basta sapere dove guardare e quali documenti avere a portata di mano per capire se toccherà pagare o meno.

Regioni con esenzione bollo per auto ibride: dove durano 5 anni (e oltre)

In alcune Regioni l’esenzione sul bollo per le ibride vale come per le elettriche. In particolare la Basilicata offre l’esenzione per 5 anni. La Puglia applica la stessa regola ma con un anno aggiuntivo, quindi in pratica 6 anni nei casi previsti.

Attenzione alle date: in Liguria, Valle d’Aosta e Lazio l’esenzione quinquennale vale solo per le vetture immatricolate entro il 31/12/2022. Per chi ha ottenuto la targa fino al 31/12/2024, in Campania, Sicilia e Liguria l’esenzione è ridotta a 3 anni.

Chiave: controlla sempre la data di immatricolazione e la normativa regionale. Un documento cambia tutto.

Chi è escluso e come si calcola il bollo per un’ibrida

Non tutte le ibride sono uguali. Restano escluse le mild hybrid, perché spesso non assicurano trazione a zero emissioni con la sola batteria. Possono beneficiare le full hybrid e le plug-in hybrid.

Il calcolo non è differente: si moltiplica la potenza in kW riportata sulla carta di circolazione per la tariffa regionale. Quindi la voce sulla carta è cruciale.

Esempio pratico: in regioni con sconto del 50% (come Lombardia e Piemonte per certe auto), una Toyota Yaris da 85 kW può arrivare a pagare circa €110, cioè metà rispetto a una termica della stessa potenza. Calcolare prima evita sorprese.

Insight: guarda la carta di circolazione e la tariffa regionale prima di firmare l’acquisto.

Rottamazione e sconti regionali: regole pratiche per risparmiare

Alcune agevolazioni sono vincolate alla rottamazione di auto vecchie. Se si demolisce un veicolo da Euro 0 a Euro 4 e si acquista un’ibrida, molte regioni riconoscono esenzioni o riduzioni.

Dettagli concreti: in Campania il periodo di esenzione dura 5 anni per le auto fino a 100 kW acquistate entro il 2023, mentre scende a 2 anni per gli acquisti da gennaio 2024 in poi. In Lombardia l’esenzione può essere di 3 anni se la rottamazione riguarda diesel Euro 0-4 o benzina Euro 0-1.

Provincia autonoma di Trento ha cambiato approccio: non più una semplice esenzione quinquennale basata sull’immatricolazione, ma regole legate alle emissioni. Per mezzi fino a 185 kW la durata varia a seconda dei g/km di CO2. Ad esempio, un’auto che emette tra 96 e 135 g/km gode di 12 mesi di esenzione; chi rientra nella fascia 1–30 g/km non paga per 60 mesi.

Conclusione pratica: conserva la documentazione di rottamazione e controlla il limite di potenza per accedere all’agevolazione.

Cosa fare oggi per non perdere l’agevolazione

Vuoi risparmiare? Prima controlla se la tua vettura è full o plug-in hybrid. Poi verifica sulla carta di circolazione il valore in kW e confrontalo con il tariffario della tua regione.

Basta una telefonata all’ufficio tributi regionale o una ricerca sul sito istituzionale per avere la conferma. Se hai rottamato un veicolo, tieni pronta la documentazione: senza prova, niente esenzione.

Un vicino, Giovanni, ha trovato nei cassetti il certificato di rottamazione del nonno. Ha risparmiato il primo anno di bollo e ha usato la cifra per il tagliando. Un piccolo gesto, grande effetto.

Trucco finale: quando acquisti, chiedi al venditore di inserire nel contratto la dicitura sull’agevolazione regionale. Così niente più scuse e addio ai malintesi.

Lascia un commento