La rivalutazione delle pensioni per il 2026 porta un aumento contenuto ma concreto: l’indice provvisorio stabilito dal MEF è del 1,4%. Qui trovi le informazioni pratiche tratte dalla circolare INPS n. 153/2025 e esempi chiari per capire cosa cambia sul cedolino.
Rivalutazione pensioni 2026: tabella INPS e percentuale applicata
L’INPS ha pubblicato in anticipo la circolare che recepisce l’indice di perequazione provvisorio del 1,4% per il 2026. Dal 2025 è tornata la rivalutazione piena, dunque per la maggior parte delle pensioni l’adeguamento segue le percentuali previste per fascia di importo.
Le tre fasce di indicizzazione: cosa significa per te
L’adeguamento si articola su tre fasce: fino a 4 volte il trattamento minimo la perequazione è al 100% dell’indice (quindi 1,4%). Per gli assegni tra 4 e 5 volte del minimo si applica il 90% dell’indice (circa 1,26%), oltre le 5 volte viene applicato il 75% (circa 1,05%).
Hai una pensione modesta o media? Probabilmente vedrai la rivalutazione piena. Hai una pensione più alta? L’aumento sarà proporzionalmente più piccolo. È una soluzione che favorisce chi percepisce importi più bassi.
Simulazione pratica: esempi sugli incrementi
Per capire subito l’effetto sull’assegno: il trattamento minimo come riferimento cambia da €603,40 a €611,85 al mese (circa +€8). Esempi rapidi: una pensione di €900 cresce di circa €12, una di €1.200 di circa €16.
Se l’importo è vicino alle soglie: una pensione di €2.500 (fascia ridotta al 90%) aumenta di circa €34; una da €3.500 (oltre 5 volte il minimo) di circa €46 al mese. Sono cifre contenute, ma utili per pianificare le spese.
Un piccolo consiglio pratico: controlla il cedolino quando arriva, così riconosci subito la voce della perequazione e non ti perdi aggiornamenti o rettifiche.
Pensioni minime e prestazioni assistenziali aggiornate
La legge di Bilancio 2025 ha previsto una rivalutazione straordinaria per le pensioni minime che scende al 1,3%. Il trattamento minimo mensile previsto per il 2026 è di €611,85, con incremento massimo riconosciuto di €7,95, per un importo massimo di €619,80.
Anche le prestazioni assistenziali vengono aggiornate: la pensione sociale sale a €450,17, mentre l’assegno sociale arriva a €546,24. I limiti reddituali per le pensioni di invalidità civile aumentano anch’essi, in linea con la rivalutazione.
Chi beneficia davvero e perché conviene controllare subito
Chi percepisce assegni bassi ottiene la piena rivalutazione e quindi il beneficio relativo più chiaro. Per i percettori di assegni medi o alti l’aumento è più contenuto, ma resta comunque un adeguamento al costo della vita.
Hai libretti postali o assegni accreditati all’estero? Dal 2026 torna la rivalutazione anche per i residenti esteri con assegni superiori al trattamento minimo: vale la pena verificare la propria posizione.
Date di pagamento 2026 e piccolo trucco per non sbagliare
L’INPS pubblica anche il calendario mensile dei pagamenti. Per esempio: a gennaio la disponibilità è il 3 per Poste e il 5 per le banche; ad aprile la data è il 1 sia per Poste che per banche. Controlla il calendario ufficiale per il mese che ti interessa.
Trucco pratico: imposta un promemoria il giorno prima dell’accredito e verifica l’accredito online. Così eviti sorprese se un pagamento slitta o se serve inviare documentazione integrativa.
Trucco finale: come verificare la tua posizione INPS in tre mosse
1) Accedi al servizio “MyINPS” con SPID/CIE/CNS e apri il cedolino della pensione. 2) Controlla la voce perequazione e l’importo aggiornato; confrontalo con l’anno precedente. 3) Se trovi discrepanze, richiedi chiarimenti all’INPS o rivolgiti a un patronato con la documentazione pronta.
Così risparmi tempo e eviti di perdere eventuali arretrati. Un piccolo gesto che può fare la differenza nel bilancio di casa.